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Vivere bene senza allergie

L'Azienda Servizi Farmaceutici e l'Associazione Kinesis intendono, con il presente testo, rappresentare uno stimolo all’ approfondimento della conoscenza sull'argomento trattato. Come nelle conferenze svoltesi negli anni precedenti, l'obiettivo è quello di fare divulgazione su argomenti di educazione sanitaria, senza pretendere di esaurire il tema, ma fornendo spunti di studio e ricerca per singoli o associazioni. Il presente testo appartiene alla serie degli estratti delle precedenti conferenze (disponibili su questo sito internet ) di cui segue l’elenco:

  • Prevenzione alimentare del tumore alseno
  • Medicina Cinese
  • Omeopatia umana e veterinaria
  • Medicina Ayurvedica
  • Fitoterapia
  • Digiuno terapeutico
  • Musicoterapia
  • Iridologia
  • Vaccinare perché
  • La terapia del sorriso
  • Anoressia e bulimia
  • La depressione come risorsa
  • Affari di cuore

Il materiale che segue consiste di:

  • l’estratto dei punti significativi della conferenza;
  • l’elenco dei siti internet relativi al testo per approfondimenti sull’argomento;
  • la bibliografia relativa al testo.

N.b.: L'Associazione Kinesis ha lo scopo di divulgare argomenti di educazione alla salute, non può assumersi resposabilità su quanto viene scritto dagli specialisti, nè fornire consigli o informazioni di carattere medico-scientifico. Rimandiamo alla bibiliografia in coda a ogni singola conferenza per le domande relative. Saranno gradite informazioni o suggerimenti al numero di telefono 02.9840908, oppure ai seguenti indirizzi di posta elettronica:  amministrazione@asfsangiuliano.it  oppure contattando lo Studiokinesis.it

INTERVENTO DEL DOTTOR MARCO VENANZI

Dato che l’ argomento è abbastanza complesso, io preferirei proporvi una serie di punti che possono essere di vostro interesse. Cercherò di essere abbastanza sintetico, proprio perché forse dalla discussione che segue vengono fuori le cose più interessanti.

Cominciamo con una definizione molto basilare di “allergia”, un termine che adesso comincia a essere sempre più sulla bocca di tutti. E’ indiscutibile che abbiamo assistito negli ultimi vent’anni, in linea di massima, almeno ad un raddoppio dei casi di allergia nel mondo industrializzato. Patologie che erano, non dico rare, ma poco comuni negli anni ‘50, stanno diventando non solo la patologia prevalente, ma hanno dato luogo a una cultura dell’allergia. Oggi abbiamo tutto un settore farmaceutico e anche alimentare e industriale, dedito all’allergia. Abbiamo cibi anallergici, cosmetici anallergici, filtri antipolline nelle automobili e un’infinità di cose che 20 anni fa o 30 non erano neanche immaginabili. Allergia vuol dire letteralmente dal greco, “reazione diversa”. Dovete considerare che di allergia si è cominciato a parlare nel 1800; giustamente veniva definita una reazione “diversa”, in quanto quei soggetti allergici esibivano delle reazioni strane, violente, a cose che alla maggior parte delle persone non facevano alcun effetto, come i pollini, che era il caso più comune. I tempi sono cambiati. Io sono stato un grande lettore di fantascienza negli anni ’60; ricordo che c’era un romanzo di un americano, Richard Matheson, che si chiamava “ I Vampiri”, nel quale il protagonista combatteva una battaglia da solo contro tutti i vampiri che abitavano la città. Di notte stava in guardia, perché i vampiri uscivano solo di notte, di giorno si aggirava lui per la città e ne ammazzava il più possibile. Alla fine lo catturano e lo sottopongono a un processo per omicidio, ovviamente, e gli dicono: “ Guarda che tu sei il mostro, noi siamo quelli normali adesso, perché noi siamo tutti così e tu sei l’unico rimasto umano.”

Allora il discorso è un po’ questo: una volta, fino a quando ero ragazzino, gli allergici erano una piccola minoranza, adesso, non so quanti ce ne sono fra voi, ma comunque io sono allergico, e possiamo dire che probabilmente entro 10 anni la maggior parte della popolazione avrà una patologia di questo tipo, in forma maggiore o minore. Per cui forse gli allergici diventeranno i normali e a un certo punto, saranno i non-allergici che avranno la reazione diversa. Ciò che diciamo stasera è quello che è venuto fuori dopo tanti anni di studio in cui è proprio cambiata la storia, l’epidemiologia, la presenza di questa malattia. Diciamo quindi che sicuramente alla base di una qualsiasi forma di allergia esiste quello che chiamiamo terreno allergico, cioè una condizione biologica dell’organismo che, per svariate ragioni, favorisce lo sviluppo di questa malattia. Dunque c’è sicuramente una componente genetica; voi sapete che, quando uno o due genitori sono allergici, ci sono grandi possibilità che anche i figli lo siano. Al di là di questo c’è proprio un terreno individuale che si costruisce nel corso della vita e che può più o meno favorire la presenza di questa malattia. Però è importante anche capire che l’allergia è una cosa che si acquisisce.

Uno non nasce allergico, può nascere con una predisposizione. Impara a esserlo: cioè l’allergia, sotto tutti i punti di vista, è proprio letteralmente un fenomeno di apprendimento. Un apprendimento del sistema immunitario, un apprendimento ovviamente sbagliato, però a tutti gli effetti va considerata una cosa che il soggetto impara fin dai primissimi anni di vita. Dunque esiste un terreno che è costituito dalla struttura genetica all’interno della persona, dalla sua struttura psicologica, dalle sue condizioni fisiche generali, ed esiste un sistema estremamente dinamico, il sistema immunitario, che è in grado di apprendere, dimenticare o ricordare delle cose. La reazione allergica, qualunque essa sia, a livello nasale, bronchiale, intestinale, è una forma di infiammazione. L’infiammazione è il modo in cui tutte le malattie si manifestano, cioè il fenomeno dell’infiammazione è quello che noi chiamiamo di fatto la malattia. E’ una cosa per cui i tessuti vanno incontro a fenomeni di vasodilatazione, di rigonfiamento, liberazione di sostanze che provocano dolore o prurito, e quindi, quando avete un ascesso a un dente avete un’infiammazione, quando avete una polmonite, avete un’infiammazione, e quando vi rompete un osso si crea un’infiammazione mediante la quale poi si ricostruiscono i tessuti. L’infiammazione quindi è essenzialmente un fenomeno di reazione a uno stimolo percepito come potenzialmente pericoloso. L’infiammazione allergica è una reazione infiammatoria con alcune caratteristiche particolari, che si verifica in conseguenza del contatto con una cosa, che in teoria non avrebbe niente di minaccioso, di pericoloso. E qui sta l’apprendimento strano, sbagliato del sistema immunitario.

il passaggio di aria fredda o di corrente. Questa non è un’ allergia, ma solo ipersensibilità. Abbiamo poi fenomeni di intolleranza, per esempio intolleranze alimentari, che non hanno una base allergica vera e propria, ma sono dovute ad altri fattori. L’allergia vera e propria ha sempre alla sua base la partecipazione del sistema immunitario, cioè coinvolge cellule e anticorpi che fanno parte di quello che noi chiamiamo il sistema immunitario. Esso interagisce con gli allergeni, cioè sostanze che hanno il potere di suscitare una reazione allergica. E sono le cose più svariate: si va dai pollini di alberi, di fiori, muffe, sostanze alimentari a sostanze chimiche, le cose più svariate possono comportarsi da allergeni. Perché ciò avvenga è necessario che il soggetto impari a reagire in quel modo. Due parole sul sistema immunitario: esso è costituito da una popolazione piuttosto vasta e variegata di cellule, i globuli bianchi. Quando fate l’esame del sangue vedete che nell’emocromo c’è tutta una classificazione di globuli bianchi: granulociti, monociti, eosinofili, linfociti ecc. Tutti questi globuli in realtà partecipano in qualche modo alla reazione allergica, ma i principali che ci interessano sono i linfociti. I linfociti sono una classe particolare di globuli bianchi che a loro volta si suddividono in una serie di sottopopolazioni e sono le cellule del sangue che hanno la funzione importantissima di gestire i contatti con le sostanze esterne. L’altro versante del sistema immunitario sono gli anticorpi.

Essi sono delle particolari entità che vengono prodotte da alcune classi di linfociti, circolano nel sangue e hanno la funzione di fissarsi e creare la condizione per l’immobilizzazione o la distruzione di sostanze estranee o pericolose. Gli anticorpi che vengono impiegati contro, per esempio, le infezioni virali o batteriche, hanno proprio la funzione di andare a fissarsi su questi batteri o virus, creando la condizione per la loro neutralizzazione. In ogni modo tutto quello che riguarda anticorpi e globuli bianchi è qualcosa che si può poi verificare attraverso apposite analisi del sangue. Quello che forse basta dire adesso è che una reazione allergica tipica è una varietà di infiammazione che coinvolge delle classi particolari di anticorpi e di cellule del sangue. Gli anticorpi particolari sono le immunoglobuline-E (IgE).

grandi che contengono delle vescicoline ricche di particolari sostanze, dei mediatori chimici tra cui in particolare l’istamina, che tutti conoscete, principale responsabile del fenomeno infiammatorio allergico. L’istamina ha un potentissimo effetto vasodilatatore, per cui la sua presenza nelle localizzazioni dove si verifica allergia, provoca immediatamente un grande afflusso di sangue con tutte le conseguenze del fenomeno infiammatorio, in particolare prurito, bruciore, ecc. Dunque c’è un particolare rapporto tra immunoglobuline E, mastociti e linfociti. I linfociti sono i grandi architetti del sistema immunitario che gestiscono poi tutte le comunicazioni all’interno di questo sistema, in relazione alle sostanze di provenienza esterna. Parlavo prima di apprendimento: dovete considerare che il sistema immunitario è costituito da una quantità di cellule diverse che comunicano tra di loro, attraverso un linguaggio biochimico costituito da particolari sostanze chiamate appunto mediatori chimici o citochine, un altro modo per definire tecnicamente queste sostanze.

Sono dei veri e propri messaggi con significati molto specifici, un linguaggio vero e proprio per cui queste cellule comunicano liberando e ricevendo queste sostanze dette appunto citochine attraverso le quali le varie cellule si dicono delle cose. Per cui, se in quel momento il sistema ritiene opportuno scatenare una reazione allergica, manderà una serie di segnali di questo tipo e le varie cellule implicate nel meccanismo rispondono facendo quello che sono programmate per fare. In ogni caso la reazione allergica prevede che ci sia la presenza di questi anticorpi IgE collegati con queste cellule. Quando gli anticorpi si fissano su queste particolari cellule si crea una specie di bomba, la quale viene ad essere innescata ed esplode non appena l’allergene arriva a contatto con gli anticorpi. Questo provoca immediatamente “l’esplosione” della cellula, la liberazione di istamina con tutto quello che ne consegue. E questo, in sintesi, è il meccanismo dell’infiammazione allergica. Quindi, che si tratti di una rinite, di una congiuntivite, di un attacco di asma bronchiale o di una reazione a livello cutaneo, più o meno, succede sempre questa cosa.

 

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