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Conferenza sul digiuno del 22 marzo 2000

L'Azienda Servizi Farmaceutici e l'Associazione Kinesis intendono, con il presente testo, rappresentare uno stimolo all’ approfondimento della conoscenza sull'argomento trattato. Come nelle conferenze svoltesi negli anni precedenti, l'obiettivo è quello di fare divulgazione su argomenti di educazione sanitaria, senza pretendere di esaurire il tema, ma fornendo spunti di studio e ricerca per singoli o associazioni. Il presente testo appartiene alla serie degli estratti delle precedenti conferenze (disponibili su questo sito internet ) di cui segue l’elenco:

  • Prevenzione alimentare del tumore alseno
  • Medicina Cinese
  • Omeopatia umana e veterinaria
  • Medicina Ayurvedica
  • Fitoterapia
  • Digiuno terapeutico
  • Musicoterapia
  • Iridologia
  • Vaccinare perché
  • La terapia del sorriso
  • Anoressia e bulimia
  • La depressione come risorsa
  • Affari di cuore

Il materiale che segue consiste di:

  • l’estratto dei punti significativi della conferenza;
  • l’elenco dei siti internet relativi al testo per approfondimenti sull’argomento;
  • la bibliografia relativa al testo.

N.b.: L'Associazione Kinesis ha lo scopo di divulgare argomenti di educazione alla salute, non può assumersi resposabilità su quanto viene scritto dagli specialisti, nè fornire consigli o informazioni di carattere medico-scientifico. Rimandiamo alla bibiliografia in coda a ogni singola conferenza per le domande relative. Saranno gradite informazioni o suggerimenti al numero di telefono 02.9840908, oppure ai seguenti indirizzi di posta elettronica:  amministrazione@asfsangiuliano.it  oppure contattando lo Studiokinesis.it

Abbiamo deciso di affrontare questo argomento per acquisire informazioni sulle medicine naturali e per il recupero della nostra tradizione rispetto alle cure. Il digiuno appartiene anche alla nostra cultura come tradizione, anche se non è più tanto utilizzato. Abbiamo scelto di saperne di più anche perché libri e pubblicazioni che ci sono in merito, o sono difficili da reperire, o sono inesatti e contraddittori. Non è facile orientarsi su questo argomento, e quindi la scelta è andata sulla Dottoressa Salimei che, esperta in digiuno terapeutico da più di trent’anni, ci sembrava la persona adatta a portarci informazioni e chiarezza: per sapere quando un digiuno si può fare, quando no, come farlo. Consigli pratici per avvicinarci a questo metodo di cura vero e proprio.

Intervento della Dottoressa Mercedes Salimei:

Per poter parlare di digiuno lo si deve introdurre nel contesto generale dell’alimentazione in modo da capire in modo chiaro a cosa serve e come si fa. Noi sappiamo che attualmente nell’alimentazione si tendono a considerare soprattutto le calorie per modificare il proprio peso. Va di moda un certo tipo di persona particolarmente magra e non si tiene conto né da dove viene, né se ha una tradizione familiare alle spalle che ne conferma la magrezza. Sappiamo che ognuno di noi ha ereditato il proprio corpo fisico in parte dai nonni, dai bisnonni, dai trisnonni e dai quadrinonni. Quando si applica una dieta soltanto sulla base del calcolo delle calorie, non si tiene conto di questo aspetto reale, ci si riferisce ad una persona di riferimento puramente virtuale, che è sorta praticamente dagli studi fatti sulla composizione corporea, in cui si è visto di quanto deve constare una persona in termini di grasso, di proteine cioè in muscolo, in carne, e anche in sali minerali. In base a questo, in base all’altezza, all’età ed al lavoro fatto, si stabilisce di quante calorie ha bisogno la persona. Ovviamente in tutta questa concezione non si tiene conto dei gusti della persona stessa; se ama la cioccolata, se ama il salato, il dolce, o se ha alle spalle un certo tipo di tradizione familiare.

Di conseguenza la persona, riferendosi a determinate tabelle, applica un certo tipo di dieta basata sul conteggio delle calorie, e noi sappiamo che ciò non porta mai da nessuna parte, non è una cosa stabile in termini di risultato del dimagrimento. Questo perché appena finita la dieta e tornati alla cosiddetta alimentazione territoriale - che consiste nel mangiare quello che si mangia in zona - per esempio riso con la salsiccia, o gelato farcito con tanta panna, oppure dosi consistenti di cioccolata, ovviamente si eccede in calorie. In particolare il cioccolato è considerato l’alimento delle donne, perché favorisce molto l’attività mentale, che viene depressa quando ci sono le mestruazioni o durante il periodo immediatamente precedente. Allora dobbiamo tenere presente che con questo tipo di dieta alimentare noi accumuliamo sempre del peso, perché mangiare è una delle poche gratificazioni certe della vita, specie quando uno è disperato o quando non riesce ad ottenere i risultati che vorrebbe. Un altro tipo di dieta che si potrebbe definire scientifico è invece denominato regime, e tiene presente unicamente lo scopo terapeutico che deve essere raggiunto. Con questo regime non si va a guardare se si mangiano più carne o più grassi, ma si mira unicamente al risultato da raggiungere. Con questo secondo tipo di dieta che è il regime, si devono valutare le tolleranze alimentari, perché nessuno di noi può impunemente mangiare di tutto senza correre dei rischi grossi al livello della nutrizione.

Ed è in questo contesto di differenze tra la dieta a base di calorie ed invece un regime alimentare estremamente personalizzato per tolleranze alimentari, che si inserisce il quadro del digiuno.Per le calorie non c’è problema: voi guardate le tabelle, applicate le regole e quando trovate la voce, per esempio carboidrati, trovate che è indifferente mangiare un piatto di pasta o di riso o di gnocchi oppure di orzo. Non si fa differenza qualitativa tra i carboidrati, si dice tanto di questo, tanto di quello. Sennonché quando noi passiamo al regime, andiamo più a fondo del problema. Il regime viene distinto in quattro tipi diversi, a seconda dei gruppi sanguigni. Se una persona ha un gruppo sanguigno "0", non tollera gli stessi cibi di una che è di gruppo 'A' o 'B' o 'AB', per cui la prima cosa che la persona deve sapere è a quale gruppo sanguigno appartiene.

Qual è il problema? In ogni cibo che noi mangiamo sono contenute delle sostanze che agiscono come colle; esse ad un certo punto agiscono a livello del sangue, lo coagulano e causano una cattiva o pessima circolazione a livello venoso, arterioso e linfatico. Così nel tempo, e in modo particolare quando si sono superati i 25 anni, ci si congestiona e ci si gonfia. Dopo i 25 anni il corpo smette di produrre il cortisone naturale in grosse quantità, per cui la persona comincia a trovarsi davanti al suo corpo come tendenzialmente è fatto, e si trova di fronte alle magagne che ha ereditato dai genitori o dai nonni, fino alla quarta generazione. Dovete tenere presente che fisiologicamente dai 50 anni in poi il corpo tende a produrre grasso anziché tenersi la massa magra, e voi normalmente aumentate di circa il 12% in grasso. Allora quando la persona mangia di tutto senza porsi il problema del gruppo sanguigno di appartenenza, provoca tutti questi gonfiori, questi malesseri, questi disturbi a livello sanguigno e linfatico. Tenete presente che il sistema linfatico è il sistema di fognatura del corpo, quello che si porta via tutte le tossine; dopo anni e anni che noi facciamo questa operazione scellerata di mangiare di tutto senza tenere conto delle conseguenze, creiamo questo intasamento a livello interno. Il digiuno ha il compito di eliminare completamente questi intasamenti e solitamente riesce a farlo nel giro massimo di 15 giorni.

Solitamente quando il digiuno è di gruppo, si fanno solo 10 giorni di digiuno e lo si fa seguendo un preciso protocollo, perché i tipi di digiuno che voi avete a disposizione sono diversi. Ci sono quelli che lo fanno solo a base di acqua, lasciando che il corpo cerchi un faticoso equilibrio da solo. Ci sono invece i digiuni pilotati: se lo scopo che si deve raggiungere è quello di una ripulitura totale del sangue e della linfa allora si fa un programma a base di erbe, secondo gli organi che devono essere depurati. Ognuno prima di andare a fare un digiuno, dovrebbe fare l’analisi del sangue, farsi un’idea precisa di come stanno gli organi digestivi più importanti: il fegato, la cistifellea, il pancreas, dopodiché vedere che tipo di tisane deve prendere, in modo da aiutare gli organi che sono più in difficoltà. Se per esempio mangiate troppi carboidrati perché ne siete appassionati, il fegato deve trasformare una parte di questi in grassi: allora voi vi trovate ad ingrassare anche senza mangiare grassi e analogamente, quando mangiate un eccesso di zucchero il fegato poi lo trasforma in grasso. In questi casi il corpo è sottoposto ad un enorme sforzo, in quanto si tratta di alimenti che non sono assolutamente equilibrati, perché l’equilibrio generale di un alimento è qualitativo.

Vale a dire rispetto alle calorie giornaliere che una persona deve assumere a seconda dell’età o del lavoro che svolge, noi dovremmo avere da un minimo del 40% ad un massimo del 65% di calorie da carboidrati; da un minimo del 14% a un massimo del 30% da grassi, e da un minimo 6-7% ad un massimo del 14% da proteine. Dopodiché quando usciamo da queste percentuali che dovrebbero essere la base di almeno un pasto al giorno, ci troviamo a produrre quegli intasamenti di cui dicevamo, a livello degli organi interessati. Per esempio se una persona nasce con dei reni deboli (se ne accorgerà perché ha sempre freddo) non può eccedere nelle proteine, quindi nelle carni, e non può mai superare il 10% delle calorie totali in proteine. Se ciò avviene, la persona affatica i reni che sono degli organi molto importanti nell'eliminazione delle tossine; l’eliminazione di tossine avviene attraverso molti organi: i reni, la vescica, l’apparato genitale quando attivo, il colon, i polmoni, il naso, la pelle.

Quindi se per esempio una persona che ha la psoriasi o una dermatite, ad un certo punto vuole fare un digiuno, sa che la prima cosa che deve fare è agire attraverso le tisane proprio sugli organi della depurazione, in modo che passati i 10 o 15 giorni di digiuno la persona sa di averli depurati a dovere. Quando parliamo di depurazione del sangue, intendiamo sostanzialmente un controllo dell’alimentazione, in modo da non ricreare gli intasamenti sia a livello sanguigno, che dell’organo che in particolare depura il sangue, vale a dire i reni. Se d’altra parte non depurate bene la vescica, l’intestino e i polmoni, non riuscirete ad ottenere grossi risultati a livello della pelle, perché la pelle è l’organo che in un certo senso riassume tutti questi organi che servono per la depurazione. Se nel corso dell’anno avete fatto delle abbuffate, non siete andati per il sottile alle feste di compleanno, nozze o altro.... voi sapete che è sul fegato che dovete agire. Quando si organizza un digiuno si tengono a disposizione dei digiunanti almeno sette tipi di the diversi, indicati per il fegato, l’intestino, il cervello, la vescica, o per gli organi in generale.

In queste occasioni, la persona si alza e nel corso della giornata prende la miscela dei vari the (di solito non si superano mai i due litri), oppure ci sono dei momenti della giornata in cui ne prende un tipo al posto dell’altro. Si sa dalla medicina cinese che tra le 7 e le 9 è l’ora dello stomaco, poi dalle 9 alle 11 è l’ora della milza/pancreas, e si sa che il pancreas è l’organo deputato a produrre gli enzimi per la digestione. Via via che passa la giornata si sa che arriva l’ora del cuore ossia la circolazione, l’ora dell’intestino tenue, che è il più provato dalla digestione. Si arriva ai reni, si arriva a tutto il sistema ormonale e quindi di notte, passando per il fegato e la cistifellea, si arriva ai polmoni. Allora tutto viene organizzato con questo criterio, in modo che la persona, conoscendo l’orologio biologico, provvede a preparare i the adatti, e sa quali deve prendere e come organizzarsi. La persona si pone poi il problema di come potrebbe sentirsi in fase di digiuno, tenuto conto che per dieci o quindici giorni beve solo the di erbe. Si trova con delle giornate in cui è particolarmente giù di tono, e allora si deve tenere un diario personale in cui si annota come si è stati dal lato salute e dal lato forza, se si aveva voglia di camminare, di stare sdraiati, se si aveva voglia di piangere, se si aveva voglia di scherzare. Solitamente il pieno della forma in un digiuno comincia con l’ottavo giorno. Infatti quando abbiamo gruppi di digiuno, intorno al settimo/ottavo giorno, noi organizziamo serate danzanti, perché le persone si sentono liberate di grossi pesi. La persona che ha un sistema linfatico molto lento avrebbe bisogno anche di qualche massaggio.

Vi racconto un episodio: quello della signora dell’olio fritto. La signora in questione aveva una trattoria, che aveva ceduto perché non sopportava più di lavorare in cucina. Il suo corpo, a distanza di dieci anni, secerneva ancora odore di olio fritto. Ci sarà un momento durante il digiuno in cui il corpo ricorderà episodi quali operazioni o infezioni, accusando gli stessi sintomi. Il corpo parla, e voi imparate a capirlo e a sentire che le esperienze avute nel corso della vita non vengono dimenticate dal corpo stesso. E’ come se il corpo fosse un archivio scritto che non si può più cancellare. Quindi se ci sono state malattie gravi che lo hanno messo in difficoltà, alcuni sintomi nel digiuno riemergeranno, anche se per poche ore. La persona viene informata su quello che le sta accadendo e non si spaventa, si farà confortare da altri digiunanti che hanno vissuto la stessa esperienza.Il digiuno fatto in gruppo è solitamente molto divertente perché cadono tutte le inibizioni, e solitamente si imparano tutte le ricette di cucina delle varie regioni o nazioni.

Al mattino si visualizzano gli alimenti, e vi sono spesso lati comici che fanno passare il tempo. Poi in fase di digiuno viene data la massima libertà alla persona. Il digiuno può essere concepito in due modi. Uno è il modo che vi ho descritto: il corpo una volta all’anno viene disintossicato a fondo da tutte le cose che ha mangiato per cui non era tollerante e così vengono rimessi a posto sangue e linfa, tanto che dopo la persona si sente rinnovata. Questo è il digiuno "neutro" che non implica nessun altro atto che possa condizionare la psiche della persona; durante questo digiuno la persona si sente completamente disinibita e di conseguenza racconta i fatti suoi a tutti i partecipanti. E’ un momento magico in cui tutti raccontano tutto di sé a tutti.

Nell’altro modo il digiuno può essere manipolato: una persona che ha una determinata fede filosofica ad un certo punto impone o degli esercizi o determinate pratiche; questa non è una cosa corretta, perché durante il digiuno le persone sono estremamente sensibili e vulnerabili, quindi possono anche essere plagiate facilmente, almeno nei primi quindici giorni. Poi la persona riacquisita una certa forza interiore e procede. Per esempio, l’Università di Mosca ha fatto delle esperienze di digiuno su delle persone che avevano l’artrite reumatoide e quindi facevano una grande fatica a camminare e a muoversi. Si è visto che con il ventiseiesimo/ventisettesimo giorno di digiuno la persona riusciva a muoversi normalmente. Così ci sono delle persone che vengono col bastone a fare il digiuno e quando vanno via stanno già meglio. Si deve però considerare che il digiuno non è terapeutico in modo definitivo, perché ha effetto sul corpo per i primi sei mesi, dopodiché la persona torna ad accusare i sintomi che accusava prima. Di conseguenza il digiuno serve per prima cosa a mettere in evidenza quali sono i disturbi corporei di ciascuno; la persona una volta che li ha individuati, nei mesi successivi provvede a curarli, perché abbiamo visto che tutti i disturbi costituzionali - cioè che sono nati con la persona - peggiorano man mano che si va avanti con gli anni.

Questi disturbi si tengono bene a bada soltanto con metodi naturali, attraverso la fitoterapia o attraverso regimi alimentari che mirano a determinati risultati, per cui la persona impara pian piano ad organizzarsi nei mesi che vengono dopo il digiuno in funzione di quelli che sono stati i disturbi che ha potuto notare. Il digiuno fornisce un'autodiagnosi per indirizzare il proprio medico oppure per andare dall’erborista a chiedere specificatamente le erbe più indicate. Non si deve mai fare più di un digiuno all’anno, perché il corpo non è nato per digiunare, ma è nato per mangiare. Il digiuno serve perché noi ne combiniamo di tutti i colori durante l’anno con alimenti non tollerati. Ma nessuno di noi quando va ad una festa di nozze si pone il problema se tollera un determinato antipasto o se tollera il dolce finale: lo mangia, lo gusta e con questo si sente gratificato. I primi sei mesi dopo il digiuno tutto funziona bene, poi si ricomincia da capo. Non si può considerare il digiuno una terapia di per se stessa assoluta, ma solo una terapia orientativa ed educativa, nel senso che insegna alla persona come deve utilizzare nel modo migliore il suo corpo e come deve andargli incontro.

Quando per esempio la persona ha tenuto un diario di come si sono svolti i digiuni, di quali sono state le giornate in cui è stata bene, quali quelle in cui è stata male, quali sono state le ore in cui si sentiva di ballare il valzer e quali sono state invece le ore in cui era talmente depressa da dover stare sul letto distesa a piangere o consolarsi con qualcuno, essa ha un’idea precisa di quali organi sono deboli. Ognuno di noi nasce con degli organi più deboli e degli organi più forti, soltanto che normalmente non lo sa, perché quando nasciamo ci dicono: è nato un bambino sano e perfetto. Il problema non è questo, è la funzionalità degli organi che non è assolutamente perfetta, perché se ciò fosse, ognuno di noi potrebbe tranquillamente vivere fino a 100/120 anni. Ma se uno di noi è destinato a morire a 50 anni, allora significa che qualche organo non è a posto in termini di perfetta funzionalità, oppure che nel corpo è presente qualche altro punto debole predisposto ad essere intaccato dalle forze del degrado. Se una persona nasce con un fegato debole, perché ad esempio i suoi nonni, bisnonni, trisnonni o quadrinonni hanno ecceduto nell’assunzione di sostanze alcoliche, essa a sua volta, si ritrova verosimilmente con un fegato debole e di conseguenza è predisposta all’epatite A, B, C o D; per questo deve sapere che nel corso della sua vita non può commettere l’errore di mangiare e bere come le pare, credendo di avere un fegato perfetto.

Siccome ci sono tutti i mezzi per stabilire fin dalla nascita quali sono gli organi più deboli e quali sono gli organi più forti, ognuno può regolarsi in questo senso; con la pratica del digiuno terapeutico si possono effettuare ulteriori verifiche di quali siano questi organi. Con l’andare avanti degli anni e in modo particolare dopo i 50, inevitabilmente bisogna fare i conti con la debolezza di questi organi che sono i primi a creare problemi e a permettere l’insorgenza di malattie difficili, lunghe e non più curabili. Durante il digiuno sarebbe opportuno ascoltare della musica classica; vi spiego perché. Attualmente si considera l’agricoltura ormai un’attività superata dal punto di vista storico, e si pensa che in futuro la terra sarà così inquinata, che praticamente non ci si potrà più fidare di quello che si mangerà. E’ stata così brevettata l’agricoltura aeroponica con la quale sono coltivati ortaggi completamente senza terra. Il computer stabilisce il grado d’umidità; non sono usati né pesticidi, né insetticidi, né fertilizzanti, e come sottofondo si mette la musica classica. La pianta produce cinque volte tanto quello che produrrebbe nel terreno e si ottiene ovviamente un prodotto estremamente pulito da inquinamento e pesticidi. Il brevetto ormai è internazionale, il biologo che ha ideato questa tecnica vive a Isola Vicentina; si può tranquillamente visitare questo posto. Là si possono vedere radici aeree che si nutrono soltanto di musica e dell’umidità che c’è nell’aria. I prodotti vengono buonissimi, senza problemi. Analogamente durante il digiuno non vi cibate più di niente, praticamente avete sospeso il rapporto che avevate con la terra attraverso il cibo; siete anche voi nella condizione aeroponica, per cui nel corso del digiuno la musica classica vi distende tantissimo e addirittura è come se faceste una cura ricostituente a livello del sistema nervoso, e soprattutto a livello della sicurezza personale. Tutti i problemi di una persona che ha delle frustrazioni nella vita quotidiana, derivano dal fatto che essa fa dei programmi e poi non ha la forza di portarli fino in fondo. Trova tante difficoltà dentro di se’ a buttarsi fuori, a buttarsi nella mischia per poterle realizzare e ad un certo punto si deprime, si dispera, perché non si sente adatta ad affrontare la vita da vincitrice.

Durante il digiuno, la musica classica ed in modo particolare quella di Mozart, aiuta tantissimo a recuperare la sicurezza in se stessi e risulta un’ottima cura ricostituente per il sistema nervoso. Gli esercizi, le camminate o le pratiche vanno fatte solo a livello di fisico senza ricorrere a ideologie di tipo religioso oppure di tipo filosofico, perché in fase di digiuno si è molto sensibili da un punto di vista psicologico. Dovete ricordare che quando vengono proposte delle meditazioni nel corso del digiuno, (e questo è uno snaturamento) l’unica meditazione che potrete fare è quella di programmare ciò che vorrete fare quando l’avrete finito, addirittura per un intero anno, oppure mese per mese, fino al prossimo digiuno. Con questo sistema vi immedesimate completamente in quello che volete fare. Voi pensate per esempio di impegnarvi ad imparare l’inglese in un anno; allora meditate su come potete organizzare il resto dei mesi che verranno in funzione dello studio dell’inglese. Questa è la meditazione corretta che va fatta nel corso del digiuno. Supponete per esempio di soffrire di depressioni costanti; allora dovete porvi il problema di leggere un certo numero di libri, i quali vi spieghino nei dettagli in cosa consiste la depressione e poi fare un programma di terapia come se foste degli auto-psicologi. Dopo, con l’aiuto di qualche seduta con un bravo psicologo, oppure semplicemente insistendo per alcuni anni, voi potete riuscire a recuperare la sicurezza in voi stessi. Allora tutte le meditazioni che possono essere fatte nel corso del digiuno, devono servirvi per programmare quello che vorrete realmente ottenere e lo dovete programmare per i mesi successivi, magari mese dopo mese, in modo che lo possiate realizzare senza poi pensarci tante volte. Evitate durante il digiuno di applicare delle teorie, delle filosofie, delle meditazioni che non sono affini alla vostra natura. Supponete che vi si presenti l’occasione di fare le cosiddette meditazioni astratte, tipo "chiudere gli occhi e meditare su un punto di luce"; siccome voi non realizzate niente di concreto facendo questa operazione, non vi conviene farlo.

Oppure vi propongono un mantra in una lingua straniera e voi non sapete neanche quello che vuol dire: voi in fase di digiuno lo ripetete, magari più volte durante il giorno, ma in realtà anche questo non vi porta da nessuna parte; ciò vi può accrescere l’insicurezza inserendo un’altra personalità sopra la vostra o un’altra cultura sopra la vostra cultura abituale. Quindi anche queste cose devono essere evitate, perché la pratica del digiuno è una presa di coscienza diretta di se’ stessi, sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico, siete voi che quando avete delle debolezze vi dovete porre nell’ottica di come superarle. In fase di digiuno è difficile che due persone dormano assieme nella stessa stanza perché esse hanno bisogno di stare sole con se’ stesse e poi di unirsi al gruppo quando lo desiderano, in modo che, con le passeggiate, col parlare disinibito dei propri problemi, con l’ascoltare i problemi degli altri, col fare i programmi su come sono i cambiamenti da effettuare, la pratica del digiuno procede positivamente, tra un the e l’altro, privilegiando di volta in volta l’intestino, oppure i reni o il fegato. Ricordatevi che quando soffrite di depressione il fegato è il maggior responsabile perché, come ci insegna anche la medicina cinese, è l’organo che regola l’umore; di conseguenza in fase di digiuno bisogna assumere molti the per il fegato.

Poi, anche quando sarà finito il digiuno, programmate di assumere almeno la sera o il mattino tisane per il fegato, avendo cura di non appesantirlo assolutamente con grassi o con alimenti non indicati. Facendo questa operazione di autocontrollo e di autodisintossicazione del fegato, in genere si impiegano tre anni a recuperare il migliore umore. Allo stesso modo vi può capitare di avere dei problemi di relazione con gli altri; la relazione con gli altri solitamente è retta dagli organi deputati alla depurazione, cioè che liberano l’organismo da scorie. In modo particolare essa poggia sui reni; quindi dovete insistere perché reni ed intestino funzionino nel modo migliore anche durante l’anno dopo la fine del digiuno, per migliorare la vostra disponibilità ad aprirvi verso gli altri, verso l’esterno, verso le relazioni sociali. Con questo vi ho dato un’immagine riassuntiva di quello che sostanzialmente è il digiuno terapeutico, quali sono le tecniche per aiutare la depurazione totale del corpo e come dovete regolarvi per riappropriarvi di una certa forza interiore che vi permetta di identificarvi poi con i vostri progetti. Quindi direi adesso di passarvi la parola, e se avete qualche domanda da fare o qualcosa che non vi ha convinto di quello che io vi ho detto, chiedete tranquillamente.

 

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